Archive for agosto 2nd, 2009
Su “L’Espresso” della settimana scorsa, Giorgio Bocca, nella sua rubrica dal significativo nome de’ “l’antitaliano”, commenta la decisione, presa nell’ultimo vertice delle otto super e medie potenze della Terra fra i Capi dello Stato degli Stati Uniti dell’America settentrionale e della Federazione Russa, di demolire milleseicento missili intercontinentali a testata, “come dire una quantità sufficiente a distruggere la vita sul pianeta Terra più volte”. Ciò perché anche quegli arnesi fanno la ruggine, ed andrebbero sostituiti “con una spesa che nemmeno le grandi potenze possono scatenare”. Nonostante ciò, beninteso, le stesse superpotenze manterranno, “a costi astronomici, altre migliaia di missili pronti al lancio”. “L’antitaliano”, quindi, si dilunga in una serie di considerazioni che anche il nostro Orgoglio d’Italiano è costretto a condividere, perché si tratta di una serie di banali ed ovvî luoghi comuni, infilati in una collana più lunga dei fili delle leggendarie perle della Regina Margherita. Tra l’altro, però, Giorgio Bocca si lascia andare, in questa giaculatoria pacifista, anche alla seguente affermazione: “Si è capito che il fallimento economico è l’unico freno alla follia degli scienziati e dei generali”. Gli “scienziati” sono solo intelligenti curiosi del mondo fisico, che dal ripetersi regolare dei fenomeni ne ricavano leggi suscettibili di diverse applicazioni tecniche, e prescinde da loro se, poi, gli uomini le utilizzano per farsi del male, come mostra la lunga storia che và dalla lavorazione dell’osso e della pietra alla scissione dell’atomo ed oltre. Gli ufficiali, sottufficiali e soldati delle forze armate, e tra essi i “generali”, sono dei tecnici che hanno la missione di difendere il territorio, le popolazioni e le istituzioni del loro Stato, e gli interessi di questi nel mondo, ed in tale compito hanno il dovere di segnalare se Stati od alleanze potenzialmente nemiche siano meglio armate, e di cosa le loro forze avrebbero bisogno per porre in essere una sufficiente risposta, anche in meri termini di dissuasione, ai disegni ostili. Le scelte non sono né degli scienziati né dei “generali”, ma del personale politico e, sovente, dei popoli a cui esso risponde. Purtroppo, anche se il contrattualismo del XVIII secolo risponde ad una sorta di pre-sociologia piuttosto ingenua, ha ragione Immanuel Kant: l’unico strumento per metter pace tra la gente è lo Stato, e tra gli Stati le federazioni, ma le esperienze della Società delle Nazioni e delle Nazioni Unite ci dicono che c’è troppa eterogeneità culturale tra i popoli della terra per pensare ad utopie kantiane di “federazioni universali”. Il pacifismo proprio non basta. L’unica risposta politica è l’evitare vuoti di potere e, siccome siamo in Europa, ingaggiarsi seriamente per impedire che l’Unione europea resti un entità politica e strategica simile ad un ectoplasma, evocato in quella sorta di sedute spiritiche che riescono, a mala pena, ad essere le “catene” dei Capi di Stato e di governo attorno al tavolo tondo del Consiglio europeo. In poche parole, battersi per fare entrare in vigore il Trattato di Lisbona ed andare oltre, dando una consistenza ed una indipendenza politico militare all’Unione europea. Ma i varî Giorgio Bocca, espressi e cappuccini continueranno a pensare che siano più realistiche le invettive contro scienziati e generali. Ci si mette la coscienza apposto, non si urtano i potenti in quanto ce se la prende solo con i serî professionisti al servizio di tutti noi, e non si propone qualcosa di serio, né ci si batte per qualcosa di utile. A questo è ridotta, e non solo in questa Nazione, certa sinistra.
Emanuele Filiberto

