Archive for agosto, 2009
Avrei partecipato con vero piacere alla Settimana Liturgica Nazionale che si svolge in questi giorni a Barletta. La Diocesi retta da S.E. Mons. Giovan Battista Picchierri mi è particolarmente cara ed ho già avuto modo di visitarla lo scorso anno. L’occasione di concentrare in una settimana di preghiera, di studio e di approfondimento le ragioni della nostra appartenenza alla comunità Cattolica è di grande importanza.
Le parole che il Santo Padre, S.S. Papa Benedetto XVI, ha rivolto ai partecipanti alla Settimana Liturgica ci fanno riflettere sulla necessità di ritrovare il senso della nostra vita di cristiani e di cattolici con la riconciliazione con Dio e con i nostri fratelli. In un momento storico tanto travagliato, in cui il consumismo da un lato e la crisi economica e sociale dall’altro, tendono a rendere la percezione delle proprie priorità molto distanti dai dettami del nostro Credo, risulta quanto mai necessario fermarsi a riflettere sul vero senso della nostra vita.
Auspico quindi che questa occasione di preghiera, in cui l’attenzione dei media è particolarmente alta, si possa far emergere chiaramente la necessità di un cambio di rotta nell’educazione spirituale, scolastica e famigliare dei nostri figli. Un cambiamento che ci riporti ad un maggiore senso della misura in cui il rispetto per i nostri Valori secolari ritorni ad essere alla base della nostra vita quotidiana.
Porgo a S.E. Mons. Giovan Battista Picchierri, a S.E. Mons. Felice Di Molfetta, e a tutti gli organizzatori e partecipanti il mio saluto più sincero unitamente al ringraziamento per il loro incessante impegno nel nome di Nostro Signore, nella speranza di poter essere d’aiuto nella difesa dei nostri Valori Cristiani.
Emanuele Filiberto di Savoia
IN MERITO ALLE POLEMICHE SULLE CELEBRAZIONI PER I 150 ANNI DI UNITA’ NAZIONALE
Author: Filippo
Estratto dell’intervista apparsa su Libero del 23 Agosto 2009 di Annamaria Piacentini
Principe, Casa Savoia realizzato l’Unità d’Italia ponendosi a capo del Risorgimento nazionale arrivando nel 1861 alla proclamazione del Regno d’Italia con Re Vittorio Emanuele II. Cosa prova nel vedere la bagarre degli ultimi giorni relativa al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia che si celebrerà nel 2011?
Vuole la verità? Sono sbalordito! E’ inaccettabile che la Lega continui con questa dialettica arrogante e violenta contro i simboli dell’Unità Nazionale. Bossi, Calderoli, Gobbo, Stiffoni stanno quotidianamente gettando fango: prima sul Tricolore, poi sulla lingua italiana, sull’inno di Mameli, e adesso anche sui festeggiamenti del 2011. Devo dire che ho molto apprezzato gli interventi in difesa delle celebrazioni espressi dal Presidente Napolitano, dal Ministro La Russa e dal Presidente Fini.
Da dove nasce secondo Lei tutta questa acrimonia verso la Patria Unita?
Vede, dopo il 1946 si è voluto demonizzare Casa Savoia in tutti i modi, facendolo non ci si è resi conto che si stavano pian piano minando le fondamenta stesse dell’Italia. C’è stato un processo di “deculturizzazione nazionale” sui temi Risorgimentali e dei Valori della Patria. Ecco il risultato: l’Italia alle soglie del 2011 è spezzata a metà: al Nord con la Lega e al Sud con il Partito del Sud. Invece di insegnare il dialetto dovremmo ritornare a studiare i Valori dell’Unità d’Italia che sono il nostro punto di forza a livello internazionale. Un Paese Unico con tante tradizioni regionali e culturali che ne fanno un mosaico irripetibile e meraviglioso!
Sia la Lega Nord che l’MPA continuano a dire che l’Unità d’Italia fu un processo forzato e che ha portato all’indebolimento delle regioni a favore del centralismo. E’ così?
Forse Bossi e Lombardo non ricordano la fortissima spinta unitaria del Risorgimento. Quasi tutti gli stati preunitari erano sottoposti a dominazioni straniere e tutti erano privi di potere nello scacchiere internazionale. Già dopo trent’anni dall’Unificazione l’Italia era considerata una delle grandi potenze mondiali. Il suo sviluppo fu tre volte quello degli altri paesi europei e questo grazie al fatto che tutti lavoravano per un ideale comune con dei Valori forti e chiari.
Però è vero che le regioni settentrionali hanno per troppi anni sostenuto gli sprechi a scapito del loro sviluppo.
Ma questo non è un problema sorto durante il Regno d’Italia che era all’avanguardia con il sistema del Decentramento Locale. Le cose sono cambiate nel 1974, in piena repubblica, con la soppressione del Regio Decreto che sanciva il «Testo unico per la finanza locale» con cui si lasciava a Comuni e Province l’autonomia impositiva cardine di un effettivo decentramento. In pratica, grazie al buonsenso di Casa Savoia fino al 1974 Comuni e Province gestivano autonomamente gran parte del gettito fiscale trattenendone la maggior parte per le necessità di gestione del territorio.
Ritiene vi sia un secondo fine rispetto alle posizioni sempre più polemiche della Lega Nord?
Ne sono certo. La Lega Nord punta alla secessione. Nel 2010 si terranno le elezioni regionali in quasi tutte le Regioni del Nord, se la Lega riuscirà ad imporsi su Berlusconi potrebbe facilmente raggiungere il controllo del Nord Italia con conseguenze estreme sia per il Governo sia per l’Italia tutta.
A suo avviso come dovrebbero essere celebrati i 150 Anni dall’Unità d’Italia?
Ieri il direttore Belpietro ha centrato il punto. Non possiamo pensare che le azioni per celebrare questo anniversario si traducano in un investimento nella creazione di infrastrutture in giro per il Paese in un momento in cui ci sono cose più urgenti come la ricostruzione in Abruzzo. Dovrebbe invece esserci un vero calendario di eventi di richiamo mondiale. Pensi a quello che hanno organizzato in Gran Bretagna con il Giubileo D’oro della Regina Elisabetta. Un intero anno di eventi straordinari, pacchetti turistici, musei e mostre dedicate all’avvenimento. Tutte cose che, oltre ad aver ancor più coeso i Britannici, hanno permesso un fortissimo incremento del turismo e del commercio. I politici non hanno capito che questo Anniversario è un’opportunità unica di rilancio dell’immagine italiana a livello mondiale!
Prima di salutarla vorrei farle una domanda provocatoria, lei fa parte del Comitato per le Celebrazioni?
Casa Savoia è stata esclusa da queste celebrazioni. Nonostante questo abbiamo realizzato un’importante mostra itinerante dedicata proprio all’Unità d’Italia e a Casa Savoia. E’ stata inaugurata a Cortina d’Ampezzo a Luglio ed è un grandissimo successo, sarà nelle maggiori città per giungere a Roma nel 2011. A leggere i commenti dei visitatori nel registro della Mostra c’è da chiedersi se Bossi e Lombardo vivano in Italia o in un altro Paese. Sono tutti commenti carichi di amor di Patria, quell’amore che purtroppo molti politici non conoscono! Vorrei anche sollecitare il Governo a consentire la tumulazione al Pantheon dei Re e delle Regine d’Italia ancora sepolti all’estero. Sarebbe un bel modo affinchè nel 2011 si ricomponga anche questa frattura.
IN MERITO ALLE DISCUSSIONI SULLE CERIMONIE DEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA
Author: Filippo
In queste ultime settimane si sono susseguite continue discussioni sulle imminenti cerimonie per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Apprezzo le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha spronato il Governo a definire le iniziative realitive a questo anniversario. Desidero esprimere il mio più vivo rammarico per i continui e gratuiti attacchi ai Simboli dell’Unità d’Italia da parte della Lega Nord, attacchi effettuati con una dialettica intrisa di retorica propagandistica, arrogante e sterile. Forse alla Lega non ha ancora compreso che se l’Italia è una delle prime potenze mondiali lo deve soprattutto al fatto che è Unita. Forte delle tradizioni e dei Valori di ogni singola regione che la compone.
Le proposte del Ministro Bossi sui temi relativi al Tricolore, al dialetto e all’Inno Nazionale sono inaccettabili. Il Tricolore è sacro e va non solo rispettato ma amato perché in tanti hanno combattuto e perso la vita in difesa di ogni cittadino di questa Patria. In merito al dialetto credo sarebbe più utile un’ora di lezione sulle tradizioni locali e magari anche un maggiore spazio dedicato all’educazione civica.
La Lega non fa altro che intercettare il malcontento di molti cittadini del Settentrione d’Italia. Malcontento che non è certo odio verso le altre regioni.
E’ quindi impellente dare risposte serie verso le esigenze sempre più pressanti dei cittadini in tema di equità sociale, di sviluppo delle infrastrutture e di rispetto delle tradizioni. Esigenze evidentemente più sentite dalle regioni del settentrione.
Queste domande, che troveranno risposte nelle riforme che spero il Governo voglia attuare, non possono essere pretesti per attaccare l’Unità d’Italia che è un bene di tutti i cittadini.
Ritengo che i festeggiamenti per l’Unità d’Italia siano un’occasione anche per tutte le regioni d’Italia, in modo particolare per quelle che ebbero un ruolo di protagonista nel Risorgimento. Dobbiamo vedere nell’appuntamento del 2011 un’opportunità di sviluppo e di crescita del Sistema Italia che potrebbe utilizzare il 150° Anniversario dell’Unità Nazionale come elemento di marketing per attrarre nel Paese nuovi flussi turistici e commerciali.
Soprattutto sarà un’imperdibile occasione per rinnovare i Valori della nostra Italia partendo dalle tradizioni locali e per lanciare un nuovo Risorgimento in cui si avvii finalmente una serie campagna di riforme dove i diritti dei cittadini, essi siano veneti, lombardi, toscani o pugliesi, vengano tutelati dal punto di vista delle risorse, nei risvolti umani e culturali e nel rispetto, non solo delle regioni, ma anche dei comuni.
Emanuele Filiberto di Savoia
Su “L’Espresso” della settimana scorsa, Giorgio Bocca, nella sua rubrica dal significativo nome de’ “l’antitaliano”, commenta la decisione, presa nell’ultimo vertice delle otto super e medie potenze della Terra fra i Capi dello Stato degli Stati Uniti dell’America settentrionale e della Federazione Russa, di demolire milleseicento missili intercontinentali a testata, “come dire una quantità sufficiente a distruggere la vita sul pianeta Terra più volte”. Ciò perché anche quegli arnesi fanno la ruggine, ed andrebbero sostituiti “con una spesa che nemmeno le grandi potenze possono scatenare”. Nonostante ciò, beninteso, le stesse superpotenze manterranno, “a costi astronomici, altre migliaia di missili pronti al lancio”. “L’antitaliano”, quindi, si dilunga in una serie di considerazioni che anche il nostro Orgoglio d’Italiano è costretto a condividere, perché si tratta di una serie di banali ed ovvî luoghi comuni, infilati in una collana più lunga dei fili delle leggendarie perle della Regina Margherita. Tra l’altro, però, Giorgio Bocca si lascia andare, in questa giaculatoria pacifista, anche alla seguente affermazione: “Si è capito che il fallimento economico è l’unico freno alla follia degli scienziati e dei generali”. Gli “scienziati” sono solo intelligenti curiosi del mondo fisico, che dal ripetersi regolare dei fenomeni ne ricavano leggi suscettibili di diverse applicazioni tecniche, e prescinde da loro se, poi, gli uomini le utilizzano per farsi del male, come mostra la lunga storia che và dalla lavorazione dell’osso e della pietra alla scissione dell’atomo ed oltre. Gli ufficiali, sottufficiali e soldati delle forze armate, e tra essi i “generali”, sono dei tecnici che hanno la missione di difendere il territorio, le popolazioni e le istituzioni del loro Stato, e gli interessi di questi nel mondo, ed in tale compito hanno il dovere di segnalare se Stati od alleanze potenzialmente nemiche siano meglio armate, e di cosa le loro forze avrebbero bisogno per porre in essere una sufficiente risposta, anche in meri termini di dissuasione, ai disegni ostili. Le scelte non sono né degli scienziati né dei “generali”, ma del personale politico e, sovente, dei popoli a cui esso risponde. Purtroppo, anche se il contrattualismo del XVIII secolo risponde ad una sorta di pre-sociologia piuttosto ingenua, ha ragione Immanuel Kant: l’unico strumento per metter pace tra la gente è lo Stato, e tra gli Stati le federazioni, ma le esperienze della Società delle Nazioni e delle Nazioni Unite ci dicono che c’è troppa eterogeneità culturale tra i popoli della terra per pensare ad utopie kantiane di “federazioni universali”. Il pacifismo proprio non basta. L’unica risposta politica è l’evitare vuoti di potere e, siccome siamo in Europa, ingaggiarsi seriamente per impedire che l’Unione europea resti un entità politica e strategica simile ad un ectoplasma, evocato in quella sorta di sedute spiritiche che riescono, a mala pena, ad essere le “catene” dei Capi di Stato e di governo attorno al tavolo tondo del Consiglio europeo. In poche parole, battersi per fare entrare in vigore il Trattato di Lisbona ed andare oltre, dando una consistenza ed una indipendenza politico militare all’Unione europea. Ma i varî Giorgio Bocca, espressi e cappuccini continueranno a pensare che siano più realistiche le invettive contro scienziati e generali. Ci si mette la coscienza apposto, non si urtano i potenti in quanto ce se la prende solo con i serî professionisti al servizio di tutti noi, e non si propone qualcosa di serio, né ci si batte per qualcosa di utile. A questo è ridotta, e non solo in questa Nazione, certa sinistra.
Emanuele Filiberto

