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A PROPOSITO DELLE ELEZIONI EUROPEE

Author: Filippo
06.02.09

Ci siamo, il prossimo fine settimana, 6 e 7 di Giugno, si vota per il Parlamento europeo. I Partiti nazionali, soprattutto i maggiori, attendono con trepidazione il voto solo, si può ben dire, per avere conferme delle loro scelte nazionali: il Popolo della Libertà per saggiare se e fino a che punto gli italiani stimino l’azione di governo della Destra berlusconiana; il Partito Democratico se e fino a che punto la polemica di Dario Franceschini contro il mondo di lustrini di Silvio Berlusconi sia riuscito a far dimenticare le tasse del governo di Romano Prodi, ed il vuoto programmatico della nuova maggiore formazione della Sinistra; Tonino Di Pietro per vedere se premia descrivere l’Italia attuale come una tirannide personale. Potremmo continuare con le formazioni minori. Ma quando noi abbiamo accettato di correre il rischio, e ci siamo candidati all’elezioni del Parlamento europeo nelle liste dell’Unione di Centro (U.D.C.) in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria l’abbiamo fatto per un altro motivo: in quanto siamo convinti che, nel mondo globale, gli europei possano essere liberi solo se l’Europa acquisterà quel ruolo politico, tra le potenze globali, che i singoli Stati nazionali, per dimensioni socioculturali prima che altro, non sono più in grado di assicurarsi; perché l’Unione europea è una labile confederazione politica fra Stati membri d’una Comunità economica federale che costituisce la prima potenza produttiva e commerciale al mondo, ma non riesce ad esistere politicamente senza essere anche una unità militare integrata; e quindi riteniamo che il Parlamento europeo, al di la delle competenze specifiche, debba essere il foro dal quale far partire un’azione specifica per munire l’Unione europea d’una difesa integrata, così come accadde nel 1984 col primo progetto d’Unione europea. Certo, se eletto dovremmo occuparci anche delle politiche comunitarie già in essere, controllare bene l’azione normativa ed amministrativa della Commissione, e chiediamo il voto anche per questo, ma il fulcro della nostra azione politica è un elemento fondamentale d’integrazione politica. Infatti, con Luigi Einaudi, siamo convinti che la politica guidi la vita economica e civile della società, e non viceversa. Alla vigilia di questo fine settimana, però, il nostro appello è molto più generale: votate per scelte di fondo europee, e non per un sondaggio d’opinione sulle leadership nazionali: per quello bastano gli istituti demoscopici.

Emanuele Filiberto