Archive for maggio, 2009
Abbiamo esaminato con attenzione il rapporto sui diritti umani presentato, i giorni scorsi, da Amnesty International. Ancora una volta abbiamo constatato come i diritti di libertà, che dovrebbero essere non solo universali ma soprattutto assoluti, poi invece siano condizionati, nel contingente storico, anche da quella cosa spesso sfuggente che è la prosperità economica. La crisi economica attraversata da molte società si sta rivelando anche un fattore di crisi nei confronti dei diritti dell’uomo. Certo non ci fa piacere l’allarme lanciato dall’organizzazione non governativa britannica sul pericolo d’insorgente razzismo che la stessa segnala in alcune misure prese dall’Italia. Non siamo i difensori d’ufficio del governo italiano, in quanto oltretutto non officiati da nessuno, e qualche avvocato da noi consultato ha rilevato come, in effetti, la tecnica di «respingimento» in mare, verso lo Stato costiero da cui sono salpati, di chi cerca d’immigrare clandestinamente in Italia non consente, a chi fosse nelle condizioni di chiedere asilo politico, neppure di poter presentare la relativa domanda. Non ci convince la logica del meglio così che mitragliarli, come fanno ogni tanto le motovedette spagnole, raccogliendo poi alcuni cadaveri che le correnti sospingono sulle spiagge. Però in una cosa non possiamo non essere in pieno accordo col governo italiano: nel richiedere, come esso fa, la convocazione d’un Consiglio europeo dei Capi di Stato e di governo sull’immigrazione. Se, infatti, l’Unione europea si fonda anche su un unione doganale, con una dogana comune, poiché la Comunità si fonda non solo sulla libera circolazione di beni, ma anche di persone, oltre che di servizî e capitali, l’Unione europea ha anche una frontiera comune, che quindi dovrebbe essere gestita in comune, con regole comuni. Altrimenti è incoerente censurare gli Stati membri più esposti ai fenomeni migratorî extracomunitarî di misure troppo dure, dopo essersi lamentati per anni della loro manica troppo larga, che avrebbe fatto dilagare clandestini in tutta l’Unione europea. Occorre prendere atto che una frontiera comune va regolata e gestita in comune, magari con un’eurocorpo di guardie di frontiera strutturato sul modello degli «erocorps» d’origine franco tedesca.
Emanuele Filiberto
Carissimi Amici,
ho deciso di candidarmi alle Elezioni Europee dopo un’attenta valutazione e lo faccio con grande consapevolezza e serietà.
Ho scelto le liste dell’UDC perché condivido la posizione di centro di questa realtà politica che ha sempre difeso con forza i Valori e le tradizioni democratiche del popolo italiano. Valori che ho sempre avuto come punto di riferimento anche personale.
Nel candidarmi per il Parlamento Europeo parto da un presupposto semplice e chiaro, condiviso dall’ampia maggioranza degli italiani: l’Europa viene vissuta come qualcosa di lontano, inutile, macchinoso. Una sorta di “parcheggio dorato” per politici in “pausa” in cui si fa di tutto per “tarpare le ali” all’Italia e alla sua economia.
La mia decisione nasce da questa percezione purtroppo diffusa in tutta Italia, una percezione che rischia di aprire una frattura tra gli italiani e l’Europa. E’ un rischio che non possiamo correre, l’Europa è un’opportunità per l’Italia e soprattutto per il territorio italiano e per la popolazione delle regioni d’Italia. La maggioranza assoluta delle leggi italiane devono oramai attenersi ai regolamenti decisi in sede comunitaria e questo significa che il futuro nostro e dei nostri figli verrà tracciato in Europa.
E’ inoltre fondamentale che il nostro Paese ed i nostri Parlamentari Europei sappiano concretizzare la gestione delle risorse europee in Italia affinché vengano effettivamente finanziati progetti di sviluppo del territorio. Sviluppare le nuove imprese artigianali, agricole e professionali significa creare posti di lavoro e dare alla popolazione benessere e qualità della vita. Un diritto di ogni italiano che l’Unione Europea può offrire.
Vi posso assicurare che non farò una campagna elettorale da “politico televisivo”, quello non è il mio mestiere, ma andrò nelle strade e fra la gente a contatto diretto con i cittadini e con le loro esigenze.
Io credo in un’Europa vicina alla gente, alla portata del territorio, strumento di pace e opportunità di sviluppo per tutti noi.
In una frase direi che è necessario portare il Valore dell’Italia in un’Europa del futuro.
Questo è il mio impegno come Candidato alle Elezioni Europee!
Emanuele Filiberto
La visita «privata» del Capo dello Stato, On. Giorgio Napoletano, a Londra ha avuto, forse, un significato politico ben maggiore, come spessissimo accade, di tante visite «ufficiali». Nell’incontro con Sua Maestà la Regina Elisabetta II, ed in quelli con altre personalità della vita politica e sociale del Regno Unito, infatti, ha avuto modo di ribadire il Suo convincimento, che condividiamo in pieno in quanto è anche il nostro, che l’Europa non ha un futuro degno di sé, cioè all’altezza delle responsabilità che porta per la sua storia, se l’Unione europea non saprà integrarsi militarmente e, quindi, esprimere una sua politica unitaria in questo mondo, tra le potenze globali. È significativo sia andato a dirlo alla Sovrana ed a esponenti della società civile delle isole britanniche, poiché la tendenza al tradizionale isolamento si scontra sempre di più, lì, con l’acquisizione del dato empirico del sempre più inconsistente peso internazionale del Regno senza Impero, e della forza dell’Unione europea quando s’esprime in forme integrate. Dall’ultima guerra del golfo persico, infatti, è toccato proprio a governi laburisti constatare come il ruolo britannico nella regione sia defunto con lo scioglimento, a suo tempo, della CENTO, una sorta di piccola NATO a guida britannica per quell’area, che i governi laburisti del secondo dopoguerra vollero demolire, nello smantellamento generale d’ogni ruolo imperiale, a cui s’è fatalmente sostituito, in quanto la politica non ammette vuoti, quello egemonico della federazione nordamericana. La politica monetaria isolazionista, che ha impedito sino adesso l’ingrasso del Regno Unito nell’Euro, ha prodotto all’attuale fine ingloriosa della Sterlina, naufragata in un’inflazione di carta moneta stampata a grande tiratura, nell’illusione di seppellire sotto quella montagna di biglietti senza valore la crisi finanziaria in atto, mentre proprio l’Euro s’impone sui mercati. Con diplomazia, il Capo dello Stato italiano, a Londra, ha sottolineato come gli europei covino troppo spesso la tendenza a scaricare sulle spalle degli Stati Uniti dell’America settentrionale l’onere della loro difesa. Preoccupazione che sottintende che chi ha bisogno della protezione altrui accetta di farsi un protettorato, il ché, non solo nel caso della Gran Bretagna, vuol dire farsi da dominante «dominio». Di questo Sua Maestà la Regina è perfettamente consapevole, speriamo che lo sia il Suo governo. La determinazione colla quale quel ministro ha convinto i Comuni ed i Lords a ratificare il Trattato di Lisbona lascerebbe credere che lo sia. Ma lo è la gente, ed il personale politico ordinario, anche sul continente, da noi? Sotto tale profilo la campagna elettorale per il Parlamento europeo è deludente. I maggiori partiti usano le elezioni al Parlamento europeo per una resa di conti solo domestica, che prescinde totalmente dall’urgenza dell’Europa di esistere, se si vuole che i cittadini europei possano ancora esserlo di uno Stato sovrano. Su questo vorremmo chiedere al Capo dello Stato di usare dell’autorità morale della carica, e rivolgersi agli italiani ed ai loro partiti per ricordare che Parlamento vanno ad eleggere.
Emanuele Filiberto a Cuneo per incontrare Confartigianato e Confagricoltura
Author: Filippo
Emanuele Filiberto di Savoia, candidato al Parlamento Europeo nelle liste dell’UDC, si è recato quest’oggi in visita a Cuneo per incontrare le realtà economiche e dell’artigianato della piú grande provincia del Piemonte.
Dopo la visita a S.E. Mons. Giuseppe Cavallotto, vescovo di Cuneo e Fossano, dove si é parlato della necessitá di evidenziare l’importanza delle radici cristiane e dei valori tradizionali italiani in Europa, Emanuele Filiberto ha incontrato, insieme all’Onorevole Teresio Delfino, il presidente della Confartigianato Sebastiano Dutto per approfondire le necessitá delle imprese artigiane cuneesi. Il candidato UDC ha poi incontrato il presidente provinciale della Confagricoltura ed alcune rappresentanze del commercio.
“La provincia di Cuneo è conosciuta per la sua fitta rete di piccole imprese artigiane, agricole e per l’allevamento. Esse rappresentano l’eccellenza nel settore imprenditoriale piemontese e sono punto di riferimento a livello internazionale. Ho voluto incontrare i rappresentanti delle categorie, che ringrazio per la disponibilità, per comprendere le difficoltá che essi affrontano quotidianamente per sviluppare questi importanti settori. L’Europa, anziché rappresentare per queste piccole aziende un’opportunitá di sviluppo e sostegno è d’intralcio per la troppa burocrazia. Credo fermamente che l’artigianato, l’agricoltura e l’allevamento del cuneese debbano essere ampiamente sostenuti ed è mia intenzione, in sede europea, promuovere lo snellimento delle procedure. È inoltre evidente che questa grande provincia sia ormai da troppi anni abbandonata e priva di quelle infrastrutture basilari che potrebbero consentire il collegamento con l’Europa, elemento necessario per un concreto ed effettivo sviluppo. Mi riprometto pertanto di inserire nel mio programma elettorale questi punti necessari per tutto il tessuto delle piccole e medie imprese della nostra Italia” Emanuele Filiberto di Savoia
Emanuele Filiberto di Savoia, candidato al Parlamento Europeo nell’UDC, ha incontrato a Pinerolo il Vescovo S.E. Mons. Pier Giorgio de Bernardi. L’incontro fa parte di una lunga tradizione che ha sempre visto comunanza di valori e di intenti tra il Principe ed il Clero. “Ho voluto incontrare il Vescovo di Pinerolo Mons. De Bernardi ben conoscendo la sua importante opera a difesa dei Valori tradizionali italiani che vedono nelle Radici Cristiane della nostra cultura il suo punto di forza. Sento di dover sottolineare la necessità che vengano ben evidenziate le Radici Cristiane dell’Europa, è necessario costruire un futuro di pace per i popoli europei partendo proprio da questo presupposto che troppo spesso la politica, per convenienza, ha voluto dimenticare. Nelle prossime settimane incontrerò altri rappresentanti del Clero per definire il mio impegno in tal senso se sarò eletto al Parlamento Europeo.”

