1058-Sovra.inddIn un Paese in cui una memoria condivisa pare impossibile, gli avvenimenti che fondano la nostra storia nazionale – il Risorgimento e la proclamazione dell’Unità – non fanno eccezione. A una versione tradizionale che spesso gronda di romanticismo e tentazioni agiografiche, si contrappongono resoconti controcorrente che stigmatizzano incongruenze e ipocrisie dei Padri della Patria. Questo serrato dialogo si propone finalmente di individuare un terreno di verità comune tra ipotesi storiche a volte enormemente distanti.

Le cinque giornate di Milano sono state un’azione velleitaria e mal organizzata o, invece, il primo vero tentativo di “fare l’Italia”?

Vittorio Emanuele II è il “re con la faccia da macellaio”, sciupafemmine, circondato da affaristi e non alieno ad allungare le mani nel bilancio dello Stato, oppure il sovrano che, assecondando lo spirito che prendeva corpo nel Paese, ne ha ascoltato il “grido di dolore”, facendo della provinciale Penisola una delle moderne potenze europee in soli vent’anni?

L’impresa dei Mille è davvero una cavalcata di eroi, di uomini coraggiosi disposti a rischiare tutto per la causa, o piuttosto una sceneggiata teatrale e mal recitata?

E l’Italia che alla fine viene proclamata e si affaccia alla ribalta della storia è una nazione con i piedi d’argilla, perché edificata su troppe furbizie, o un giovane Paese che ha in sé gli strumenti per progredire?

Fino ad oggi, le due correnti di pensiero, gelose ognuna dei propri archivi e della propria memoria, non hanno accettato né dialogo né confronti, preferendo un isolamento che scalda il cuore e irrobustisce i preconcetti. Ma la barriera del silenzio reciproco deve essere abbattuta. E la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia rappresenta una preziosa opportunità.

Torino entra nel vivo delle cerimonie per il 150¬∞ Anniversario dell’Unit√† d’Italia in contemporanea con l’Ostensione della Sacra Sindone con l’apertura della Mostra Casa Savoia e l’Unit√† d’Italia.
Un evento particolarmente importante che riporta alla memoria di tutti gli italiani che fu proprio Torino la prima Capitale del Regno d’Italia che vide in Casa Savoia la forza propulsiva. Una Mostra che raccoglie cimeli appartenuti ai Re e alle Regine d’Italia raccolti dalla Fondazione Principe di Venezia, presieduta dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia, e da alcuni collezionisti privati. A Torino verranno per la prima volta esposti pezzi di assoluta rarit√† come il Collare d’Armatura del Duca Emanuele Filiberto “Testa di Ferro”. Il Savoia che seppe riconquistare il Ducato e che port√≤ la Capitale proprio da Chambery a Torino dando di fatto inizio allo sviluppo della politica sabauda nella penisola italiana. Verranno inoltre esposte i famosi monogrammi di diamanti della Regina Margherita e della Regina Elena disegnati dalla Gioielleria Musy di Torino. Tra i pezzi pi√π pregiati spiccano il Manto di Corte della Regina Margherita portato al Quirinale nel 1891 in occasione del Primo Congresso Internazionale che sanc√¨ l’ingresso dell’Italia nel novero delle Grandi Potenze. Molti i documenti storici esposti legati ai passi salienti del Risorgimento.¬†¬† www.mostracasasavoia.it

Il Principe Emanuele Filiberto ha dichiarato: “Torino e Casa Savoia, un binomio inscindibile, due parti dello stesso albero che affonda le radici nel substrato culturale e sociale del Piemonte e che ha portato, dopo secoli di prosperit√† e di sviluppo, alla nascita del Regno d‚ÄôItalia con il compimento dell‚ÄôUnit√† Nazionale che iniziamo a celebrare quest‚Äôanno per concludere nel 2011. Questa √® la premessa con la quale il Comitato Promotore ha fortemente voluto portare questa mostra a Torino.
Ma la motivazione per cui Casa Savoia ha aderito con entusiasmo all’iniziativa è diversa, non nella sostanza, ma per i sentimenti che Torino e il Piemonte evocano in tutti noi. Sentimenti di affetto, legami impossibili da spezzare nonostante i lunghi e dolorosi decenni d’Esilio. Una vera forza latente che si sprigiona ogni qualvolta mi trovo a Torino. Credo che sia quella stessa forza che riscontrarono i miei Avi nel reggere per tanti secoli, in costante dialogo con i suoi Popoli, un territorio vasto e sfaccettato come quello del Ducato di Savoia, del Regno di Sardegna per giungere al Regno d’Italia.

Sono quindi molto soddisfatto, ed intimamente felice, per la scelta di portare a Torino la mostra “Casa Savoia e l’Unità d’Italia” nel mese in cui iniziano i festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia in coincidenza con la partenza di Garibaldi da Quarto il 5 maggio del 1860.

Desidero inoltre ricordare un altro fatto, a Torino in questo stesso periodo ci sarà l’Ostensione della Santa Sindone, il Sacro Lenzuolo che avvolse Gesù Cristo e che Casa Savoia conservò con dedizione e cura per oltre mezzo millennio e che venne donata a Papa Giovanni Paolo II nel 1983 per lascito di mio nonno Re Umberto II.

Dunque Torino di nuovo Capitale, centro della Cristianità grazie alla Reliquia più venerata dal mondo cristiano e grazia al fatto che fu prima Capitale d’Italia e motore della spinta risorgimentale che tanto bene fu guidata da Re Vittorio Emanuele II tanto da arrivare alla proclamazione del Regno d’Italia nella sala della Camera del Regno a Palazzo Carignano di Torino.

E’ particolarmente interessante il volume dedicato alla Mostra, scritto da Gustavo Mola di Nomaglio. Fa parte di un percorso di approfondimento che tende a far emergere in modo chiaro che la volontà di Casa Savoia non fu mai tesa soltanto alla conquista di nuovi territori, come molti “revisori” della Storia Patria vogliono farci intendere. Fu piuttosto un’intelligente opera di sviluppo territoriale di uno Stato da secoli libero e tra i più floridi e sviluppati, non solo della Penisola, ma dell’Europa intera. Uno Stato quindi esempio per gli altri Stati pre-unitari d’Italia i cui popoli e intellettuali vedevano nella Corona dei Savoia un riferimento ideale per la guida del processo di unificazione che, nell’epoca del Risorgimento costituiva una sfida affascinante e coraggiosa, capace di suscitare forti passioni contrastanti ma ben più largamente condivisa di quanto oggi si vorrebbe far sembrare: anche nella Lombardia, nella Liguria, nelle Venezie, nell’Italia Centrale e Meridionale con cui intercorsero nei secoli rapporti costanti con Casa Savoia. Questo è un fatto, e potrete rendervene conto leggendo questo volume, fondato su numerosi riferimenti documentali e bibliografici.

Ringrazio quindi di cuore il Comitato Promotore ed il Comitato Storico Scientifico per il difficile e complesso lavoro che li ha visti impegnati per realizzare questa mostra.

Sono certo che questo contributo di Casa Savoia alle cerimonie per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia sarà apprezzato e che potrà aiutare a far rinascere il sentimento di amor di Patria mai spento nel cuore di ogni Italiano.

CASA SAVOIA E L’UNITÀ D’ITALIA. Torino, Palazzo Saluzzo di Cardé, piazza San Carlo, 15 Aprile - 15 Giugno 2010. Orario mostra: 10.00 - 19.00, lunedì chiuso. Biglietto: intero € 5,00, ridotto € 3,00.

immagine-3La mostra Casa Savoia, Padova e l’Unità d’Italia, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e dall’Associazione Principe di Venezia, pone in evidenza i legami tra la Casa reale che realizzò l’Unità d’Italia e la città del Santo. Un percorso espositivo in cui ritroveranno luce oggetti personali dei Re e delle Regine d’Italia, tra cui straordinarie collezioni di quadri, gioielli, porcellane e argenterie, documenti storici. Un’ampia parte della mostra è dedicata a Padova e al suo sviluppo dal 1866 in avanti; in questa sezione troveranno spazio tanti documenti ed oggetti patavini che portano alla memoria questo glorioso passato.

“Sono molto soddisfatto dei risultati di pubblico che sta avendo la Mostra su Casa Savoia e l’Unità d’Italia, questo dimostra l’interesse degli italiani non solo verso Casa Savoia ma soprattutto verso l’Unità Nazionale che è sentita come un Valore irrinunciabile. Mi fa particolarmente piacere che l’Amministrazione del Comune di Padova abbia promosso questa Mostra. Padova è sempre stata una città di importanza strategica per l’Italia e per essa Casa Savoia ha sempre avuto una particolare attenzione. Mi piace ricordare che i miei nonni Re Umberto II e Maria Josè si incontrarono per la prima volta proprio a Padova. Oltre a questo mio nonno era molto devoto a Sant’Antonio, nella Basilica si conserva ancora un ostensorio donato da Re Vittorio Emanuele II. Io stesso ho partecipato alla Santa Messa Solenne del Santo. ”  Emanuele Filiberto di Savoia

CASA SAVOIA, PADOVA E L’UNITÀ D’ITALIA. Padova, Galleria Cavour, 13 Febbraio 2010 – 28 Marzo 2010. Orario mostra: 10.00 - 19.00, lunedì chiuso. Biglietto: intero € 5,00, ridotto € 3,00. Presentando il biglietto della mostra si ha diritto all’entrata ridotta al Museo del Risorgimento e viceversa. Info: Comune di Padova - Settore Attività Culturali, tel.049 8752747.

(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.

(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un’Italia sola,
che oggi pi√π serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia

(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese pi√π normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

Emanuele Filiberto presenta il libro C’era una volta un Principe:

PERUGIA: venerdì 30 ottobre 2009 dalle ore 17.30
Sala Cerimonie del Complesso Monumentale Santa Giuliana

MURISENGO: domenica 15 novembre 2009 dalle ore 11.00
Fiera del Tartufo, Piazza della Vittoria

MILANO: giovedì 19 novembre 2009 dalle ore 18.30
Libreria Mondadori Multicenter, Piazza Duomo

CASINALBO DI FORMIGINE (MO) giovedì 26 novembre 2009 dalle ore 21.30
Club La Meridiana, via Fiori 23

TORINO: venerdì 27 novembre dalle ore 17.00
Auditorium Biblioteca Nazionale Universitaria Torino

CATANIA: sabato 19 dicembre
(evento in fase organizzativa)

- il calendario è in continuo aggiornamento -

C’era una volta un principe è l’appassionante autobiografia scritta da Emanuele Filiberto di Savoia dove narra gli episodi più divertenti e significativi della sua vita di principe. Attraverso queste pagine schiette e dirette l’autore racconta la sua storia d’amore con la moglie Clotilde, da cui ha avuto due splendide figlie, il forte legame con l’Italia, paese sempre visto da lontano a causa dell’esilio; l’affetto per i genitori e per i nonni ultimi Re e Regina d’Italia e per tutte le altre persone che hanno reso normale la vita di un ragazzo nato sotto una stella un po’ speciale.

C’era una volta un principe pesca anche in ricordi curiosi e inediti: baci appassionati dietro le tende di Buckingham Palace e lunghe file al supermercato; cerimonie di sangue blu nelle corti europee e la zappa nell’orto della casa di Umbertide, fino alla partecipazione vincente al programma televisivo “Ballando sotto le stelle 2009” e alla candidatura per il Parlamento Europeo.

C’era una volta un principe descrive la parabola di Emauele Filiberto, il principe che ha trovato la forza per rimettersi in gioco e per conquistarsi una nuova normalità.

HERITAGE ITALIANO-PRINCIPE D’ITALIA collezione Primavera Estate 2010

La terza edizione della collezione voluta, ed ispirata, da Emanuele Filiberto di Savoia è  disegnata da Filippo Bruno di Tornaforte e prodotta da U.Emme.P.

Per la prossima Primavera Estate, grazie ai successi della linea uomo nelle stagioni precedenti, la nuova Collezione propone per la prima volta una Woman Limited Edition dalla distribuzione attenta e mirata.

L’area ROYAL CLUBS - uomo e donna - della Collezione Principe d’Italia √® ispirata agli indimenticabili club sportivi Reali che accoglievano l’aristocrazia e l’imprenditoria italiana fino agli anni ‘50. Informalit√†, eleganza italiana, passione agonistica e spirito di condivisione sono i tratti comuni alla nuova collezione e agli storici club. Le Polo, le felpe e i pantaloni dai tessuti ricercati riportano lo stemma con l’aquila della Regia Marina, lo scudo della Reale Cavalleria di Pinerolo e i blasoni degli storici circoli canottieri di Roma, Venezia, Torino e Genova. Ogni capo ha piacevoli contrarti di colori dalle nuance grigie, blu Savoia, rosso cardinale, bianco e blu navy.

L’area di collezione, oltre a riunire idealmente l’Italia, propone alcuni capi con gli stemmi delle ex colonie, ricamati tono su tono, con tessuti dai colori arancio, blu e argento.

L’area ROYAL VINTAGE - solo uomo - della Collezione Principe d’Italia √® chic e ricercata, dedicata ad un pubblico pi√π raffinato e selettivo. I tratti distintivi sono raffinatezza, eleganza, comodit√† tipiche dell’upper class italiana degli anni ‘30 del Novecento. La selezione Royal Vintage propone stampe dal sapore antico, rinascimentale e dai ricordi unitari, con effigi di vecchie banconote e decreti reali, grafismi¬† accurati riportati su lini e cotoni morbidi e freschi. La camiceria √® chiaramente ispirata alle divise della Regia Aeronautica, le¬† maglie ed i pantaloni si rifanno invece alla Regia Marina. Grigio, azzurro,¬† rosa e bianco i colori utilizzati.

I tessuti della collezione sono Oxford e popeline per la camiceria, piquet stretch e jersey per polo e felpe, cotone classico per la maglieria. I ricami sono realizzati in lurex, cotone e seta.

L’area BASIC - uomo e donna - declinata in moltissimi colori, propone delle polo dalla vestibilit√° attentamente elaborata, con ricamato sul cuore il nodo d’amore arricchito dal tricolore italiano e lo stemma con corona della Reale Casa d’Italia.

La terza nouvelle-vague Principe d’Italia √® un concentrato di italianit√°, nella produzione, nella scelta dei tessuti e nell’ispirazione: un vanto nazionale che da questa collezione sar√° esportato in Europa e USA.

info per la stampa press@studiopuggina.it

Estratto dell’intervista apparsa su Il Secolo XIX del 7 ottobre 2009 di Debora Badinelli

EMANUELE FILIBERTO di Savoia interviene sul 150¬∞ anniversario dell’Unit√† d’Italia. A pochi mesi dalla¬† visita che, in occasione della campagna elettorale per le elezioni europee, l’erede di Casa Savoia fece a Chiavari, accetta di entrare nel dibattito aperto dallo storico locale Giorgio “Getto” Viarengo che ha invitato il Levante a riscoprire le proprie radici risorgimentali e a far parte del comitato nazionale per i festeggiamenti del 2011, anniversario della nascita del Paese unito.

Emanuele Filiberto si sofferma sulla figura di Vittorio Emanuele II, che a Chiavari √® ricordato con un monumento in piazza Nostra Signora dell’Orto, ma parla anche di politica.

Vive l’attesa del¬†150¬∞ anniversario dell’Unit√† d’Italia?

“Per Casa Savoia √® un evento molto sentito, e siamo molto preoccupati per come le Istituzioni stanno gestendo questo anniversario cos√¨ importante per tutti gli Italiani. Sa, nel celebrare l’Unit√† d’Italia si celebrano i nostri Valori, quelli per cui siamo considerati un grande popolo ed un Paese unico al mondo. Non farlo degnamente sarebbe assurdo! Oltretutto sarebbe una grande opportunit√† di marketing territoriale per rilanciare il Turismo con appositi eventi sparsi per il territorio, altro che spendere miliardi per ¬†”grandi opere” con la scusa dell’anniversario!”

Casa Savoia darà un contributo (culturale-storico) al comitato nazionale per le celebrazioni?

“Abbiamo realizzato una mostra itinerante “Casa Savoia, storia di una famiglia italiana” in cui per la prima volta dal 1933 vengono esposti i cimeli di Casa Savoia in un percorso che da Re Umberto II e Maria Jos√® ci porta fino al Risorgimento e al Padre della Patria Re Vittorio Emanuele II. La prima tappa √® stata Cortina d’Ampezzo e ha riscosso un enorme successo di visitatori. Per l’inverno sar√† a Milano, poi a Padova, Trieste, Torino, Palermo, Roma. Stiamo anche trattando con Genova; sarebbe un vero peccato non coinvolgere la Liguria, √® una regione tanto amata da Casa Savoia, basti pensare che proprio qui la Regina Margherita volle trascorrere gran parte della sua vecchiaia.”

Vittorio Emanuele II fu il primo sovrano¬†del Paese unito. Che cosa le hanno raccontato i genitori e¬†la famiglia del suo antenato? Con quali ideali affront√≤¬†il Risorgimento e il processo dell’Unit√†?

“Re Vittorio Emanuele II √®, insieme al Duca Emanuele Filiberto, l’avo che ammiro di pi√π. In lui si sono concentrati il senso dello Stato, la visione prospettica del futuro, l’acume politico e soprattutto una grande umanit√† e semplicit√†. Ancora oggi nelle valli del Piemonte e della Valle d’Aosta, in cui il Re andava spesso per ritrovare la sua dimensione privata, le persone si ricordano di questo Sovrano. Semplice, spesso ruvido, vestito di abiti di montagna, intento a cacciare o a mangiare in compagnia dei valligiani. Credo che Re Vittorio Emanuele II abbia saputo comprendere che la spinta Risorgimentale doveva essere guidata e incanalata. Senza la sua guida l’Italia sarebbe ancora divisa. Ha compreso che l’Ideale Risorgimentale era qualcosa che veniva condiviso da tutti per la voglia di riscatto del popolo italiano. Ha anche capito che la forza dell’Italia Unita stava nell’essere una Patria di molte piccola Patrie. I problemi che viviamo oggi con le lotte tra Nord e Sud non ci sarebbero mai state con il decentramento voluto da Casa Savoia per il neonato Regno.”

Se dovesse spiegare alle sue figlie il significato del Risorgimento come lo descriverebbe? Cercando di trasmettere loro quali valori?

“E’ il momento culminante dei Valori della Patria. E’ la massima espressione delle tradizioni millenarie del popolo italico, il punto in cui si √® concentrata la volont√† e la forza per rendere finalmente Unita la culla delle Arti e della Cultura che tutto il mondo ha sempre riconosciuto alla Penisola Italica Divisa e che nel 1861 diventava finalmente non pi√π “un’espressione geografica” ma uno Stato forte ed unito tanto da arrivare ad essere Grande Potenza gi√† nel 1888. Sono i Valori del Risorgimento quelli che con cui sono cresiuto e che trasmetto a Vittoria e Luisa: il rispetto, la famiglia, le nostre radici Cristiane, il senso dello Stato.”

Ci sono ideali, insegnamenti di Vittorio Emanuele II validi ancora oggi?

“Credo che il pi√π grande insegnamento di Re Vittorio Emanuele II sia di essere semplicemente autentici. Rispettosi delle tradizioni e dei Valori senza scordare che siamo umani e che per questo possiamo sbagliare. Un Re deve essere l’espressione dello Stato e lo Stato √® composto per lo pi√π da cittadini comuni, quelli che ogni giorno lavorano con fatica per la propria famiglia e per i figli. Re Vittorio Emanuele II ha incarnato con un secolo d’anticipo ¬†il tipo di Sovrano che troviamo oggi nelle moderne monarchie europee. Vicino al suo popolo, unito al suo popolo.”

Il dibattito politico ripropone piuttosto spesso il dibattito sull’unit√† del Paese. Qual √® la sua opinione?

“Ci sono forze potenti in Italia che vogliono scardinarne l’Unit√†. In primis la Lega. C’√® la volont√† di distruggere ci√≤ che si √® creato con fatica e sacrificio. Non comprendono che se l’Italia fosse divisa verrebbe spazzata via dallo scenario politico mondiale, si ridurrebbe ad un ammasso di piccoli stati insignificanti nello scacchiere internazionale con ripercussioni gravissime per la vita di tutti i nostri cittadini. L’Italia ha certamente bisogno di una profonda riforma nella gestione delle risorse. Non √® accettabile che solo poche regioni del Nord sostengano l’intera economia del Paese. Questo per√≤ √® accaduto a causa dell’abrogazione del Regio Decreto sul Decentramento avvenuta nel 1971. Quel decreto era l’essenza del vero federalismo fiscale. Ogni comune e provincia d’Italia si tratteneva la maggioranza degli introiti fiscali e ne mandava a Roma solo una piccola parte. Dopo il 1971 tutto √® cambiato e siamo agli attuali estremi. Come vede la Lega dice parecchie bugie. Con Casa Savoia il federalismo fiscale c’era gi√†”

Avrei partecipato con vero piacere alla Settimana Liturgica Nazionale che si svolge in questi giorni a Barletta. La Diocesi retta da S.E. Mons. Giovan Battista Picchierri mi è particolarmente cara ed ho già avuto modo di visitarla lo scorso anno. L’occasione di concentrare in una settimana di preghiera, di studio e di approfondimento le ragioni della nostra appartenenza alla comunità Cattolica è di grande importanza.

Le parole che il Santo Padre, S.S. Papa Benedetto XVI, ha rivolto ai partecipanti alla Settimana Liturgica ci fanno riflettere sulla necessità di ritrovare il senso della nostra vita di cristiani e di cattolici con la riconciliazione con Dio e con i nostri fratelli. In un momento storico tanto travagliato, in cui il consumismo da un lato e la crisi economica e sociale dall’altro, tendono a rendere la percezione delle proprie priorità molto distanti dai dettami del nostro Credo, risulta quanto mai necessario fermarsi a riflettere sul vero senso della nostra vita.

Auspico quindi che questa occasione di preghiera, in cui l’attenzione dei media è particolarmente alta, si possa far emergere chiaramente la necessità di un cambio di rotta nell’educazione spirituale, scolastica e famigliare dei nostri figli. Un cambiamento che ci riporti ad un maggiore senso della misura in cui il rispetto per i nostri Valori secolari ritorni ad essere alla base della nostra vita quotidiana.

Porgo a S.E. Mons. Giovan Battista Picchierri, a S.E. Mons. Felice Di Molfetta, e a tutti gli organizzatori e partecipanti il mio saluto più sincero unitamente al ringraziamento per il loro incessante impegno nel nome di Nostro Signore, nella speranza di poter essere d’aiuto nella difesa dei nostri Valori Cristiani.

Emanuele Filiberto di Savoia

Estratto dell’intervista apparsa su Libero del 23 Agosto 2009 di Annamaria Piacentini

Principe, Casa Savoia realizzato l’Unità d’Italia ponendosi a capo del Risorgimento nazionale arrivando nel 1861 alla proclamazione del Regno d’Italia con Re Vittorio Emanuele II. Cosa prova nel vedere la bagarre degli ultimi giorni relativa al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia che si celebrerà nel 2011?

Vuole la verità? Sono sbalordito! E’ inaccettabile che la Lega continui con questa dialettica arrogante e violenta contro i simboli dell’Unità Nazionale. Bossi, Calderoli, Gobbo, Stiffoni stanno quotidianamente gettando fango: prima sul Tricolore, poi sulla lingua italiana, sull’inno di Mameli, e adesso anche sui festeggiamenti del 2011. Devo dire che ho molto apprezzato gli interventi in difesa delle celebrazioni espressi dal Presidente Napolitano, dal Ministro La Russa e dal Presidente Fini.

Da dove nasce secondo Lei tutta questa acrimonia verso la Patria Unita?

Vede, dopo il 1946 si è voluto demonizzare Casa Savoia in tutti i modi, facendolo non ci si è resi conto che si stavano pian piano minando le fondamenta stesse dell’Italia. C’è stato un processo di “deculturizzazione nazionale” sui temi Risorgimentali e dei Valori della Patria. Ecco il risultato: l’Italia alle soglie del 2011 è spezzata a metà: al Nord con la Lega e al Sud con il Partito del Sud. Invece di insegnare il dialetto dovremmo ritornare a studiare i Valori dell’Unità d’Italia che sono il nostro punto di forza a livello internazionale. Un Paese Unico con tante tradizioni regionali e culturali che ne fanno un mosaico irripetibile e meraviglioso!

Sia la Lega Nord che l’MPA continuano a dire che l’Unità d’Italia fu un processo forzato e che ha portato all’indebolimento delle regioni a favore del centralismo. E’ così?

Forse Bossi e Lombardo non ricordano la fortissima spinta unitaria del Risorgimento. Quasi tutti gli stati preunitari erano sottoposti a dominazioni straniere e tutti erano privi di potere nello scacchiere internazionale. Già dopo trent’anni dall’Unificazione l’Italia era considerata una delle grandi potenze mondiali. Il suo sviluppo fu tre volte quello degli altri paesi europei e questo grazie al fatto che tutti lavoravano per un ideale comune con dei Valori forti e chiari.

Però è vero che le regioni settentrionali hanno per troppi anni sostenuto gli sprechi a scapito del loro sviluppo.

Ma questo non è un problema sorto durante il Regno d’Italia che era all’avanguardia con il sistema del Decentramento Locale. Le cose sono cambiate nel 1974, in piena repubblica, con la soppressione del Regio Decreto che sanciva il «Testo unico per la finanza locale» con cui si lasciava a Comuni e Province l’autonomia impositiva cardine di un effettivo decentramento. In pratica, grazie al buonsenso di Casa Savoia fino al 1974 Comuni e Province gestivano autonomamente gran parte del gettito fiscale trattenendone la maggior parte per le necessità di gestione del territorio.

Ritiene vi sia un secondo fine rispetto alle posizioni sempre pi√π polemiche della Lega Nord?

Ne sono certo. La Lega Nord punta alla secessione. Nel 2010 si terranno le elezioni regionali in quasi tutte le Regioni del Nord, se la Lega riuscirà ad imporsi su Berlusconi potrebbe facilmente raggiungere il controllo del Nord Italia con conseguenze estreme sia per il Governo sia per l’Italia tutta.

A suo avviso come dovrebbero essere celebrati i 150 Anni dall’Unità d’Italia?

Ieri il direttore Belpietro ha centrato il punto. Non possiamo pensare che le azioni per celebrare questo anniversario si traducano in un investimento nella creazione di infrastrutture in giro per il Paese in un momento in cui ci sono cose più urgenti come la ricostruzione in Abruzzo. Dovrebbe invece esserci un vero calendario di eventi di richiamo mondiale. Pensi a quello che hanno organizzato in Gran Bretagna con il Giubileo D’oro della Regina Elisabetta. Un intero anno di eventi straordinari, pacchetti turistici, musei e mostre dedicate all’avvenimento. Tutte cose che, oltre ad aver ancor più coeso i Britannici, hanno permesso un fortissimo incremento del turismo e del commercio. I politici non hanno capito che questo Anniversario è un’opportunità unica di rilancio dell’immagine italiana a livello mondiale!

Prima di salutarla vorrei farle una domanda provocatoria, lei fa parte del Comitato per le Celebrazioni?

Casa Savoia è stata esclusa da queste celebrazioni. Nonostante questo abbiamo realizzato un’importante mostra itinerante dedicata proprio all’Unità d’Italia e a Casa Savoia. E’ stata inaugurata a Cortina d’Ampezzo a Luglio ed è un grandissimo successo, sarà nelle maggiori città per giungere a Roma nel 2011. A leggere i commenti dei visitatori nel registro della Mostra c’è da chiedersi se Bossi e Lombardo vivano in Italia o in un altro Paese. Sono tutti commenti carichi di amor di Patria, quell’amore che purtroppo molti politici non conoscono! Vorrei anche sollecitare il Governo a consentire la tumulazione al Pantheon dei Re e delle Regine d’Italia ancora sepolti all’estero. Sarebbe un bel modo affinchè nel 2011 si ricomponga anche questa frattura.

In queste ultime settimane si sono susseguite continue discussioni sulle imminenti cerimonie per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Apprezzo le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha spronato il Governo a definire le iniziative realitive a questo anniversario. Desidero esprimere il mio più vivo rammarico per i continui e gratuiti attacchi ai Simboli dell’Unità d’Italia da parte della Lega Nord, attacchi effettuati con una dialettica intrisa di retorica propagandistica, arrogante e sterile. Forse alla Lega non ha ancora compreso che se l’Italia è una delle prime potenze mondiali lo deve soprattutto al fatto che è Unita. Forte delle tradizioni e dei Valori di ogni singola regione che la compone.
Le proposte del Ministro Bossi sui temi relativi al Tricolore, al dialetto e all’Inno Nazionale sono inaccettabili. Il Tricolore è sacro e va non solo rispettato ma amato perché in tanti hanno combattuto e perso la vita in difesa di ogni cittadino di questa Patria. In merito al dialetto credo sarebbe più utile un’ora di lezione sulle tradizioni locali e magari anche un maggiore spazio dedicato all’educazione civica.
La Lega non fa altro che intercettare il malcontento di molti cittadini del Settentrione d’Italia. Malcontento che non è certo odio verso le altre regioni.

E’ quindi impellente dare risposte serie verso le esigenze sempre più pressanti dei cittadini in tema di equità sociale, di sviluppo delle infrastrutture e di rispetto delle tradizioni. Esigenze evidentemente più sentite dalle regioni del settentrione.

Queste domande, che troveranno risposte nelle riforme che spero il Governo voglia attuare, non possono essere pretesti per attaccare l’Unità d’Italia che è un bene di tutti i cittadini.

Ritengo che i festeggiamenti per l’Unità d’Italia siano un’occasione anche per tutte le regioni d’Italia, in modo particolare per quelle che ebbero un ruolo di protagonista nel Risorgimento. Dobbiamo vedere nell’appuntamento del 2011 un’opportunità di sviluppo e di crescita del Sistema Italia che potrebbe utilizzare il 150° Anniversario dell’Unità Nazionale come elemento di marketing per attrarre nel Paese nuovi flussi turistici e commerciali.
Soprattutto sarà un’imperdibile occasione per rinnovare i Valori della nostra Italia partendo dalle tradizioni locali e per lanciare un nuovo Risorgimento in cui si avvii finalmente una serie campagna di riforme dove i diritti dei cittadini, essi siano veneti, lombardi, toscani o pugliesi, vengano tutelati dal punto di vista delle risorse, nei risvolti umani e culturali e nel rispetto, non solo delle regioni, ma anche dei comuni.

Emanuele Filiberto di Savoia

Approfondimento